di Paolo Ferrero | 18 febbraio 2012

Caso Goracci e questione morale 


L’arresto dell’ex sindaco di Gubbio Orfeo Goracci è purtroppo il principale motivo per cui si è parlato di Rifondazione Comunista in questi ultimi giorni. Per chiarezza di comportamenti e trasparenza nei confronti dei lettori di questo blog voglio qui riassumere cosa ha fatto Rifondazione Comunista e cosa ne penso.

A novembre, Goracci e alcune altre persone hanno ricevuto un avviso di garanzia. Goracci si è autosospeso dal partito e gli altri indagati iscritti a Rifondazione sono stati immediatamente sospesi. Nei giorni immediatamente successivi Rifondazione ha chiesto a Goracci di dimettersi da vicepresidente del Consiglio regionale dell’Umbria perché noi riteniamo incompatibile che un indagato per reati di quel tipo possa ricoprire incarichi istituzionali. Goracci, contro il nostro parere ha ritenuto di non dare le dimissioni e su questo abbiamo avuto una polemica pubblica.

Qualche giorno fa Goracci e altre persone sono state arrestate. Abbiamo immediatamente sospeso dal partito gli arrestati iscritti a Rifondazione che non avevano ricevuto avvisi di garanzia. Parallelamente abbiamo preso una posizione pubblica molto chiara in cui si ribadiva la piena fiducia nell’azione della Magistratura e l’auspicio che si arrivasse in tempi brevi al processo in modo da fare piena luce sulla vicenda. Su questo è possibile ascoltare l’intervista telefonica che mi è stata fatta dal Fatto Quotidiano

Ieri abbiamo deciso nella segreteria nazionale di Rifondazione Comunista di costituirci parte civile nell’eventuale processo che seguirà alle indagini. Il deliberato della segreteria è il seguente: “Rifondazione Comunista ritiene di inaudita gravità i reati che vengono contestati ad Orfeo Goracci ed agli altri indagati. L’accertamento sul piano giurisdizionale e delle responsabilità penali, spetta alla magistratura, nella quale riponiamo la massima fiducia. Il Prc ritiene, peraltro, che l’espletamento delle responsabilità politiche ed i comportamenti dei rappresentanti istituzionali debbano essere trasparenti e cristallini ben oltre le responsabilità penali, per questa ragione, quando Goracci ha ricevuto l’avviso di garanzia, gli abbiamo chiesto le dimissioni da vice Presidente del Consiglio regionale dell’Umbria. Riteniamo che esista un dovere civico, una questione morale, una responsabilità costituzionale fondativa della rappresentanza. A partire da questi convincimenti il Prc, si ritiene parte lesa, di fronte ai propri iscritti ed all’opinione pubblica. Decide, pertanto, sin da ora, che si costituirà parte civile, per difendere l’onore e la militanza generosa e cristallina dei propri iscritti, nella udienza di apertura dell’eventuale processo.”

Questo è quanto ha fatto Rifondazione Comunista in merito alla vicenda, nel modo più trasparente possibile e nella consapevolezza di essere parte lesa. Rifondazione è oggi un partito di uomini e donne che fanno politica nel loro tempo libero, in modo disinteressato e pagando con il loro denaro il funzionamento del partito. Siamo parte lesa perché un episodio come questo – nella misura in cui verrà provato – danneggia la nostra credibilità, la nostra azione politica e offende gli ideali per cui si battono gli uomini e le donne di Rifondazione Comunista.

Qualcuno ci ha detto: “ma non vi eravate accorti di nulla?” No. In tutta franchezza no. Ho avuto conflitti politici con Goracci – e con lo stesso circolo di Gubbio – ma non ho mai avuto il minimo sospetto sul fatto che vi potessero essere illegalità nella gestione dell’amministrazione e nei rapporti con le persone. Né ho mai ricevuto alcuna segnalazione in proposito. Sottolineo questo fatto perché se avessi avuto segnalazioni sarei andato io dall’autorità giudiziaria. Mi è infatti capitato mesi fa di ricevere una lettera anonima in cui si affermava che un nostro consigliere regionale aveva preso voti dalla ‘ndrangheta. Immediatamente ho preso il treno e ho consegnato la lettera al Procuratore della repubblica di Reggio Calabria chiedendo di indagare e fare piena luce sulla vicenda. Solo dopo ho avvisato il consigliere regionale perché ritengo che sulla legalità – nella gestione della cosa pubblica – non si transiga.

Forse questo mio comportamento ha qualcosa a che vedere con il fatto che il consigliere, dopo qualche tempo, ha ritenuto di abbandonarci per passare al PD, ma di questo non me ne dispiaccio.

Questo è quanto. Sono mortificato per questa situazione ma non ritengo in coscienza che il Partito della Rifondazione Comunista abbia alcuna responsabilità per quanto è successo a Gubbio e su cui l’autorità giudiziaria dovrà fare piena luce – il più rapidamente possibile – con un processo.

Detto questo io penso che il problema è modificare le regole per impedire che un sindaco o un amministratore locale possa incidere nel modo ipotizzato dal giudice sulle regole di funzionamento di una amministrazione. Occorre non solo separare più nettamente l’indirizzo politico dalla gestione amministrativa. Un sindaco è eletto per realizzare un programma non per decidere come devono essere gestiti i concorsi. Occorre costruire forme di democrazia partecipata che permettano il controllo da parte della popolazione sulla gestione della pubblica amministrazione. Occorre obbligare le amministrazioni a tutti i livelli ad aprire porte e finestre e a sancire regole per il controllo popolare. Affinché questo sia possibile io penso sia necessario rimuovere quella deformazione plebiscitaria che c’è nella elezione diretta del sindaco.
Questa elezione da un potere che il sindaco non dovrebbe avere. L’elezione diretta trasforma il Sindaco in un a specie di podestà, è un pezzo di berlusconismo istituzionale. Si è molto detto sul fatto che l’elezione diretta permetterebbe al popolo di scegliere la persona più giusta e onesta al di fuori delle manfrine dei partiti. A me pare che non sia vero: in realtà esiste una distanza tra l’apparenza, l’immagine e la realtà e più la persona in questione ha il sostegno dei media e meno il popolo è in grado di conoscere la realtà. Per questo penso che la questione morale, oltre ad un problema di onestà personale sia un problema di regole trasparenti nella gestione della pubblica amministrazione, di controllo dal basso sulla stessa, di abolizione dell’elezione diretta dei “capi”.

Sottolineo per chiarezza che sono per il più rigoroso rispetto della legalità nella gestione della cosa pubblica. Questo non mi ha impedito di far obiezione fiscale alle spese militari, di partecipare a blocchi stradali con i lavoratori in lotta, di partecipare fino in fondo le lotte NO TAV e di oppormi alla repressione delle stesse. La legalità nella pubblica amministrazione è un dovere e per me lo è anche la lotta per cambiare le decisioni sbagliate.

Venerdì 9 marzo 2012

SCIOPERO GENERALE DEI METALMECCANICI

CON MANIFESTAZIONE NAZIONALE A ROMA

Sabato 18 febbraio si terrà, a Roma, l'Assemblea nazionale delle delegate, dei delegati e quadri della Fiom


Federazione Impiegati Operai Metallurgici nazionale
Corso Trieste, 36 - 00198 Roma - tel. +39 06 85262341-2 fax +39 06 85303079
www.fiom.cgil.it - e-mail: protocollo@fiom.cgil.it
Comitato centrale Fiom-Cgil
14 febbraio 2012
Documento finale
Il Comitato centrale della Fiom-Cgil proclama, per venerdì 9 marzo 2012, 8 ore di sciopero generale per
tutta la Categoria e indice una manifestazione nazionale a Roma.
La manifestazione indetta per sabato 18 è sospesa ed è convocata un'Assemblea nazionale delle delegate,
dei delegati e quadri della Fiom-Cgil che si volgerà a Roma presso la struttura Atlantico.
Il Comitato centrale della Fiom, nel confermare le ragioni e i contenuti delle rivendicazioni alla base della
mobilitazione precedentemente decisa, intende sottolineare le seguenti questioni.
1. Va respinta ogni manomissione all'articolo 18, che rimane elemento centrale per la tutela della
dignità e della libertà nel lavoro; unica disponibilità è per una normativa che acceleri la celebrazione
dei processi.
2. La riunificazione dei diritti nel lavoro, la difesa dell'occupazione e la costruzione di nuovi posti di
lavoro, sono oggi la vera priorità economica, sociale e politica. Pertanto occorre ridurre la
precarietà, estendere i diritti, la tutela del reddito e gli ammortizzatori sociali a tutte le imprese e a
tutte le forme di lavoro, impedire le discriminazioni di genere e rimettere in discussione gli ultimi
inaccettabili provvedimenti sulle pensioni, comprese le garanzie per l'accesso alla pensione delle
persone coinvolte in accordi di ristrutturazione e di crisi.
3. Occorre prevedere un piano straordinario di investimenti pubblici e privati per un rilancio del nostro
sistema industriale fondato sull'innovazione, la formazione e la sostenibilità ambientale delle
produzioni e dell'uso del territorio.
4. La riconquista del Ccnl e la qualificazione della contrattazione collettiva passa oggi attraverso una
reale democrazia nell'esercizio della rappresentanza e nell'affermazione delle libertà sindacali e in
tutti i luoghi di lavoro a partire dalla Fiat.
In questo contesto lo sciopero generale della categoria intende contrastare le scelte della Fiat e di
Federmeccanica di messa in discussione dei diritti e della contrattazione collettiva, anche attraverso una
coerente pratica contrattuale diffusa in tutte le imprese e in tutti i territori.
Inoltre il Comitato centrale considera non accettabili e sbagliate le scelte del Governo italiano, che si
rifanno all'applicazione della lettera della Bce, che non intervengono sulle ragioni che hanno prodotto la
crisi, ma semplicemente tagliano lo Stato sociale, privatizzano e attaccano i diritti nel lavoro.
Il Comitato centrale assume i contenuti della mobilitazione europea della Ces del 29 febbraio e considera
necessario che la nascente Federazione europea dell'industria si faccia promotrice di una iniziativa di
mobilitazione capace anche di riunificare le lotte sindacali per una diversa idea d'Europa fondata sul lavoro
e la democrazia.
Approvato all'unanimità

Goracci: piena fiducia nella Magistratura, Prc lo ha sospeso dal partito già da novembre

Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione comunista, in merito all’arresto dell’ex sindaco di Gubbio Orfeo Goracci dichiara: «Abbiamo piena fiducia nell’azione della Magistratura e auspichiamo si arrivi rapidamente al processo in modo da fare piena luce sulla vicenda. Per quanto riguarda i rapporti tra Rifondazione Comunista e gli indagati, il Partito della Rifondazione Comunista ha immediatamente sospeso chi ha ricevuto avvisi di garanzia già nel mese di novembre e abbiamo chiesto pubblicamente a Goracci di dimettersi dalla sua carica di Vicepresidente del Consiglio regionale dell’Umbria in quanto chi è indagato non deve – a nostro parere – ricoprire incarichi istituzionali. Lui non è si è voluto dimettere e c’è stata una polemica pubblica molto dura a riguardo tra il nostro partito e Goracci. Ora la giustizia faccia il suo corso, ribadiamo la nostra totale fiducia nell’autorità giudiziaria».

Giovedì sera gli operai della cooperativa Safra hanno manifestato il loro disagio durante il consiglio comunale. Tralasciando gli insulti e le parole grosse che sono state dette DA ENTRAMBE LE PARTI, per non alimentare polemiche che non servono a nessuno vogliamo solo ricordare i motivi per cui questi lavoratori stanno scioperando:

REINTEGRO IMMEDIATO DEI LAVORATORI SOSPESI
CANCELLAZIONE DEI PROVVEDIMENTI DISCIPLINARI CONTRO CHI HA SCIOPERATO
ALLONTANAMENTO DEI CAPI-REPARTO CHE NON RISPETTANO GLI OPERAI
APPLICAZIONE E RISPETTO DEL CONTRATTO NAZIONALE
RISPETTO DELLE NORME DI SICUREZZA IN PARTICOLARE SUI CARICHI DI LAVORO
INDENNITA’ MENSA PER TUTTI GLI OPERAI

A qualcuno sembra troppo, a noi sembra giusto.

Rifondazione Comunista - Federazione della Sinistra
Circolo di Pioltello

COMUNICATO STAMPA



Lavoro, Boghetta (PRC): “Anche Regione Lombardia attacca l’articolo 18: posto di lavoro sotto ricatto”

Milano 9 febbraio 2012. Dichiarazione del Segretario Regionale Lombardo del Partito della Rifondazione Comunista, Ugo Boghetta:

“Non c’è peggior vigliacco di chi approfitta della crisi per dare ancora più addosso a chi è in difficoltà. È quello che fa il Governo Monti in generale, e sull’articolo 18 in particolare. È quello che sta facendo la Regione Lombardia. Il governo nazionale e quello regionale usano le difficoltà economiche e per attaccare i diritti dei lavoratori. Diritti che nulla hanno a che fare con l’uscita dalla crisi, la ripresa, lo sviluppo; anzi quello che si nota è proprio la mancanza di proposte in questo senso. Prometto posti di lavoro con ricatto dei diritti.

L’attacco alle pensioni prima, all’articolo 18 ora, sono solo una cortina fumogena per nascondere il perseguimento di una vendetta ed un accanimento contro i lavoratori. L’attacco ai lavoratori stabili, contrattualizzati, che godono dei diritti previsti dallo Statuto dei Lavoratori, ha come principale obiettivo quello di toglierli ai giovani.

Che poi questo attacco venga da una giunta e una coalizione più volte nota alle cronache giudiziarie, la dice lunga sul diritto di manomettere diritti.

Nessun commento è necessario per dimostrare l’incoerenza della Lega Nord che fa in Lombardia quello che dice di contrastare a Roma.

Quello che serve oggi è una risposta dei sindacati e delle forze di sinistra. Lavoreremo unitariamente in questo senso”.

LA MANIFESTAZIONE DELLA FIOM prevista per l'11 febbraio è stata posticipata a SABATO 18 FEBBRAIO con le stesse modalità organizzative: concentramento H 14.30 P.zza Esedra con conclusione H.17.30 in P.zza San Giovanni.

La modalità logistica non cambia quindi i pullman partiranno alle 5.30 dalle seguenti stazioni metropolitane

MM1 Molino Dorino

MM1 Sesto FS

MM3 San Donato

MM2 Gessate

MM2 Famagosta

MM2 Lambrate Stazione

Stazione Rho

Dovete comunicare quanto prima le prenotazioni suddivise per i punti di partenza.
Ovviamente chi ha prenotato per l’11 deve riconfermare la prenotazione.
Costo € 33 pagamento direttamente al pullman.

Federazione PRC Milano

05/02/2012 17:48 | POLITICA - ITALIA | Fonte: controlacrisi.org | Autore: stefano galieni
 Sedici morti! Professori o cialtroni? 

Un morto ogni 3 ore. Capita in Italia, sotto il governo dei tecnici e dei professori così impegnati a disquisire di spread, di riforma del mercato del lavoro, di abolizione delle tutele, di acquisto di cacciabombardieri e di cannoni per le prossime guerre. In 48 ore 16 vittime in gran parte dovute al freddo, molti colpevoli di essere poveri, senza casa o senza riscaldamento, di essere anziani in un Paese che non sopporta di dover aiutare chi è più vulnerabile. Eccola la grande potenza mondiale, il Paese che sta uscendo dalla crisi, quello che acquista nuova credibilità in Europa, quello che manda in galera chi contesta la Tav ma lascia rinchiusi in vecchi treni migliaia di lavoratori. Sono questi i professori appoggiati in maniera quasi unanime in parlamento, pronti a spiegarti che è l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori ad allontanare gli investimenti e non l’assenza di infrastrutture, di un piano industriale, di ricerca e di risorse per costruire futuro. Professori? E che dire del ministro dei trasporti che non trova neanche il tempo di occuparsi della malagestione di Trenitalia, del ministro dell’Interno che sembra vivere su altro pianeta, di un Presidente della Repubblica rinchiuso al calduccio nel suo Quirinale. E che dire alla signora Fornero? Non le viene in mente che l’assenza di un vero sistema di welfare è alla base dei tanti disagi sociali che emergono tragicamente durante emergenze del genere? Ci aspetta un'altra settimana di freddo almeno, altri giorni di gelo e di vittime annunciate, altre giornate in cui amministrazioni insipienti e incapaci si daranno allo scarica barile per rimpallarsi responsabilità. Si certo, tutto accade per inefficienze che si trascinano da anni, decenni e governi, ma la discontinuità col passato non esiste e non è mai esistita. Che se ne renda conto chi continua a sostenere banchieri e tecnici privi di anima, capaci di piangere a comando o di presentarsi seri e compiti ma cialtroni nel profondo, come chiunque ha come unico scopo nella vita il profitto

06/02/2012 11:28 | LAVORO - ITALIA | Fonte: controlacrisi | Autore: stefano galieni
RINVIO MANIFESTAZIONE FIOM

Come prevedibile e a causa del maltempo che imperversa in tutto il Paese la grande manifestazione organizzata dalla Fiom per sabato 11 febbraio viene rinviata. In diretta a partire dalle ore 12 di domani martedì 7 febbraio, su www.fiom.cgil.it potrete seguire la conferenza stampa in cui si definirà la nuova data della mobilitazione. Controlacrisi aggiornerà in tempo reale

perchè scenderemo in piazza l’11 febbraio
Pubblicato Martedì, 31 Gennaio 2012 10:31 | | |

Di Maurizio Landini

La crisi economica e finanziaria che ha sconvolto le società occidentali sta presentando un conto pesantissimo per le lavoratrici, i lavoratori e i giovani nel nostro paese. Il bilancio drammatico dei suicidi dati dalla disperazione per la mancanza di speranza sul futuro dovrebbero allarmare chi nel corso degli ultimi due anni ha inforcato gli occhiali dell'eccezionalità che, con qualche azione tecnica, avrebbe nel giro di poco riattivato la crescita o se non altro almeno attenuato gli effetti del calo produttivo e dei consumi.

29/01/2012 14:09 | POLITICA - ITALIA | Autore: RAFFAELE TECCE
BUONE NOTIZIE DA NAPOLI






Si è svolto ieri a Napoli il Forum dei Comuni per i Beni Comuni indetto dalla Amministrazione Comunale partenopea guidata dal Sindaco de Magistris con la partecipazione di circa 1500 aderenti dei quali un migliaio di amministratori comunali, provinciali e regionali provenienti da tutta Italia .

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